Prendersi cura di bambini e adolescenti con diagnosi oncologica significa andare oltre la dimensione clinica della malattia.
Nei reparti di Ematologia-Oncologia Pediatrica, accanto alle terapie, emergono bisogni emotivi, psicologici e sociali spesso silenziosi ma profondamente determinanti per il benessere dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. I
In questo contesto, abbiamo intervistato Angela Mastronuzzi, Presidente di AIEOP, per approfondire le complessità meno visibili della cura oncologica pediatrica, riflettere sulle risorse e sulle sfide nella formazione dei professionisti, e sul valore del lavoro in rete tra sanità, università e Terzo Settore. Un confronto che si inserisce nel lancio del nuovo Master in Psico-Oncologia dell’Università di Catania, presentato simbolicamente in occasione della Giornata Internazionale contro il Cancro Infantile, e che restituisce una visione della cura fondata su competenza, alleanza e umanità.
Dal punto di vista di AIEOP, quali sono i bisogni più complessi (e spesso meno visibili) dei bambini e degli adolescenti attualmente in cura nei reparti di Ematologia-Oncologia Pediatrica?
Dal punto di vista di AIEOP, la complessità della cura oncologica pediatrica va ben oltre il trattamento clinico. Bambini e adolescenti affrontano sfide emotive, psicologiche e di sviluppo profonde, spesso meno visibili ma strettamente intrecciate all’esperienza della malattia. Tra queste rientrano la paura, i cambiamenti nell’identità, le interruzioni della vita sociale e scolastica e l’impatto emotivo sull’intero sistema familiare. Prendersi cura anche di queste dimensioni è essenziale per garantire un’assistenza davvero olistica e attenta al benessere complessivo del bambino.
Nella pratica clinica, quali aspetti possono essere considerati risorse o potenziali punti di forza e quali sono invece i principali ostacoli nella formazione dei professionisti che supportano bambini e famiglie nei reparti di Ematologia-Oncologia Pediatrica?
I reparti di Ematologia-Oncologia Pediatrica possono contare su competenze cliniche altamente specialistiche e su una solida tradizione di collaborazione multidisciplinare, che rappresentano importanti punti di forza. Allo stesso tempo, la formazione dei professionisti – in particolare in ambito psico-oncologico – richiede di accompagnarli nella gestione dell’elevata intensità emotiva, delle dinamiche familiari complesse e delle relazioni di lungo periodo con i pazienti. Una delle principali sfide è formare professionisti che siano al tempo stesso scientificamente preparati ed emotivamente attrezzati per lavorare in contesti così esigenti.
AIEOP promuove da tempo il networking e la collaborazione tra ospedali, università e Terzo Settore: quale valore aggiunto può generare questa alleanza nelle fasi più delicate del percorso di malattia?
Le fasi più delicate della malattia di un bambino mettono in evidenza la necessità di un’assistenza integrata e coordinata. L’impegno di AIEOP nel favorire la collaborazione tra ospedali, università e Terzo Settore nasce dalla consapevolezza che nessun singolo attore possa rispondere da solo a tutti i bisogni. Questa “alleanza” consente di integrare il trattamento medico con il supporto psicologico, i servizi sociali e la continuità educativa, elementi fondamentali per sostenere bambini e famiglie nei momenti di maggiore vulnerabilità.
In che modo il lavoro integrato tra medici, operatori sanitari, psicologi e professionisti del sociale può trasformare concretamente l’esperienza di cura per i bambini e le loro famiglie?
Il lavoro di équipe integrata è centrale per rendere l’esperienza di cura realmente significativa. Quando i diversi professionisti collaborano in modo sinergico, l’assistenza diventa più coerente e rispondente ai bisogni. Per le famiglie, questo significa sentirsi comprese e sostenute non solo sul piano medico, ma anche emotivo e sociale. Per bambini e adolescenti, si traduce in un ambiente più sicuro e stabile, in cui la cura psicologica diventa parte integrante del percorso terapeutico e non un servizio accessorio.
Lanciare questo Master in occasione della Giornata Internazionale contro il Cancro Infantile è una scelta fortemente simbolica: quale visione della cura e dello sviluppo professionale desiderate promuovere, soprattutto per le nuove generazioni di professionisti?
Il lancio ufficiale di un Master in Psico-Oncologia presso l’Università di Catania in occasione della Giornata Internazionale contro il Cancro Infantile è una scelta profondamente simbolica. Esprime una visione della cura che riconosce la competenza psicologica come componente essenziale dell’oncologia pediatrica. Per le nuove generazioni di professionisti, questa iniziativa promuove un approccio fondato sulla formazione interdisciplinare, sulla consapevolezza emotiva e sulla responsabilità etica, preparando figure capaci di accompagnare – o “stare accanto” – a bambini e famiglie con competenza e umanità lungo il percorso della diagnosi, della cura e della vita oltre il cancro.