Appuntamento dedicato alla ricerca e alla cura delle patologie ematologiche, con particolare riguardo agli studi sulle anemie emolitiche autoimmuni. Il 18 settembre si è svolta a WonderLAD l’edizione 2024 del Premio CarlottaXLaRicerca, iniziativa promossa da CarlottaX, associazione fondata in memoria dell’architetto Carlotta Reitano, scomparsa prematuramente nel 2020 e ricordata per la dedizione e l’entusiasmo con cui l’ex presidente della Fondazione degli Architetti di Catania si è dedicata al mondo della ricerca. Vincitore di questa quarta edizione è il ventisettenne milanese Francesco Versino.

A fare gli onori di casa e ad aprire i lavori è stata la fondatrice e presidente di LAD ETS Cinzia Favara Scacco negli spazi di WonderLAD, «al cui restauro Carlotta Reitano aveva partecipato attivamente» ha commentato Favara Scacco «consentendo negli anni di perseguire la realizzazione di questo ambizioso progetto, destinato alla valorizzazione della bellezza dei luoghi di cura, per migliorare il processo terapeutico». E per «condizionare in positivo la qualità di vita di chi affronta un dramma come la malattia oncologica infantile, attraverso percorsi di medicina, arteterapia, architettura e solidarietà» ha aggiunto il segretario Emilio Randazzo.

Una filosofia che pone al centro il paziente, le sue osservazioni, sensazioni e necessità, non solo dal punto di vista medicale. Pilastri dell’operato di AIL Catania (Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma), la cui fondazione, 25 anni fa, ebbe proprio un prezioso contributo dall’architetto Reitano. «Dalla nascita di AIL Catania – ha spiegato il presidente dell’associazione Riccardo Bottino – sono state tante le iniziative messe in campo per migliorare la qualità di vita dei malati e per la raccolta fondi per sostenere la ricerca. Per questo ringraziamo CarlottaX, che, ormai da 4 anni, permette di premiare i giovani ricercatori sulle malattie oncologiche del sangue». Un campo che negli anni ha visto la medicina italiana essere tra le più all’avanguardia, come affermato dal presidente della Fondazione GIMEMA Marco Vignetti: «Un risultato frutto della collaborazione tra i più grandi ematologi del nostro Paese, che hanno anteposto agli obiettivi personali i risultati collettivi e la necessità di andare avanti. Non solo, ma anche per la stretta collaborazione con la società civile e un metodo che non considera il paziente un oggetto di terapia. Infatti, è emerso che i sintomi riferiti dagli stessi pazienti possono fornire informazioni importanti quanto quelle degli esami di laboratorio».

Capacità di ascoltare e sperimentare risultano, dunque, fondamentali nel campo della ricerca. Come per il vincitore Francesco Versino, che ha posto l’attenzione sul tema delle trasfusioni e sull’anemia emolitica autoimmune, patologia che provoca una disfunzione del sistema immunitario e la conseguente distruzione dei globuli rossi. Relazione che apre a un’ulteriore riflessione sociale, avanzata dal direttore dell’Istituto di Ematologia dell’Università di Catania Francesco Di Raimondo: «In Sicilia c’è maggior necessità di trasfusioni che in altre parti d’Italia e, purtroppo, la cultura della donazione non è molto diffusa. Questo comporta che non siamo ancora indipendenti e che dobbiamo richiedere il sangue ad altre regioni. Occorre, quindi, uno sforzo anche in termini di sensibilizzazione». E realtà come il premio CarlottaXLaRicerca e WonderLAD contribuiscono a portare l’attenzione anche su temi tanto importanti e necessari.