Il 4 luglio 2025, le porte di WonderLAD si sono aperte per accogliere non solo un incontro scientifico, ma un vero momento di scambio umano, nato dall’urgenza di affrontare con più consapevolezza e delicatezza uno dei temi più complessi della medicina contemporanea: il percorso oncologico.
Il dibattito, dal titolo “Prevenire, curare, sostenere”, ha riunito a Catania alcune tra le voci più autorevoli dell’oncologia italiana, con un obiettivo chiaro: mettere al centro le persone, prima ancora che le patologie. Non si è parlato solo di terapie o protocolli, ma di ciò che accade dentro e intorno a chi vive un’esperienza oncologica: bambini e adulti, pazienti e familiari, medici e caregiver.
A dare avvio all’incontro sono stati i saluti del Sindaco di Catania, Enrico Trantino, e del Direttore Sanitario dell’A.U.O.P. “G. Rodolico – San Marco”, Antonio Lazzara, che hanno sottolineato l’importanza di costruire sinergie vere tra enti pubblici, ospedali e realtà del terzo settore come LAD. Sinergie capaci di generare valore, presenza, continuità e cura relazionale.



Il confronto è stato guidato con sensibilità da Emilio Randazzo, fondatore di LAD ETS, che ha accompagnato la conversazione con attenzione e profondità. Hanno preso parte al dialogo Lisa Licitra, direttrice della Struttura Complessa di Oncologia Medica 3 dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e direttrice scientifica del CNAO di Pavia, Filippo Alongi, direttore del Dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, Angela Mastronuzzi, presidente AIEOP e responsabile della struttura di Neuro-Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, e Cinzia Favara Scacco, psiconcologa e presidente di LAD ETS.




Dalle loro parole è emersa con chiarezza la necessità di affrontare il percorso oncologico in modo integrato e profondo, con uno sguardo che vada oltre la clinica per abbracciare anche gli aspetti psicologici, sociali, familiari. La cura, oggi, non può essere separata dalla relazione: serve empatia, ascolto, presenza costante. Serve una rete che accompagni, che comprenda, che si prenda carico.
La scelta di WonderLAD come luogo dell’evento è stata tutt’altro che casuale. In questo spazio, ogni giorno, la cura prende forma nei colori, nei gesti, nelle attività, nei sorrisi. Qui, la bellezza diventa strumento terapeutico, l’accoglienza si fa progetto educativo, la creatività si intreccia con il bisogno di normalità e speranza. Qui, i bambini e le famiglie scoprono di non essere soli, e che anche dentro il dolore può nascere qualcosa di forte e luminoso.





L’incontro ha lasciato un segno profondo. Perché ha dimostrato che solo attraverso il dialogo tra saperi diversi e il coraggio di ascoltarsi davvero è possibile costruire un percorso oncologico più umano, più giusto, più vicino a chi lo attraversa ogni giorno.