Chiara aveva quattordici anni quando ha iniziato a sentire che qualcosa non andava.
Un fastidio continuo, difficile da spiegare. Gli insegnanti, i medici, gli amici pensavano fosse stress o forse un disturbo alimentare. Ma Chiara sapeva che non era così. Sentiva che dentro di lei c’era qualcosa che chiedeva ascolto.

Sono seguiti mesi di incertezze, di domande senza risposta, fino a quando un nuovo sguardo ha finalmente permesso di capire. È stato allora che Chiara ha scoperto di avere un tumore raro, una forma che altera progressivamente i movimenti, la parola, la memoria.

Chiara era una ragazza sportiva, abituata a correre, a muoversi, a misurarsi con sé stessa. Accettare un corpo che non risponde più come prima è stato difficile, quasi impensabile.
Ma quella stessa energia, quella determinazione che la spingeva a migliorarsi, non l’ha mai abbandonata. Si è solo trasformata.

I primi passi nel suo percorso a WonderLAD sono stati dedicati alla riabilitazione: la fisioterapia e la logopedia le hanno permesso di recuperare movimenti, voce e autonomia, mentre il potenziamento cognitivo l’ha aiutata a ritrovare concentrazione e memoria. Ogni esercizio è stato un piccolo traguardo, un passo avanti verso se stessa.

Poi è arrivato il momento dello sport, con il tennistavolo, che le ha restituito il piacere del gioco, della coordinazione, della sfida sana. E accanto al movimento fisico, anche quello emotivo: il gruppo di arteterapia con i coetanei è diventato per Chiara uno spazio di incontro, di fiducia, di leggerezza condivisa.

A WonderLAD, Chiara ha trovato una casa diversa da qualsiasi altra: una casa-abbraccio, dove la cura non è solo nei trattamenti, ma nelle relazioni, nei colori, nei gesti quotidiani.
Una casa che accoglie e coinvolge tutti, anche la sua famiglia, che qui ha imparato a respirare di nuovo, a condividere, a sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Nel percorso con Angela Militello, la sua psicoterapeuta, Chiara ha imparato ad accettare il cambiamento, a fare spazio a un corpo nuovo, a un modo diverso di sentirsi viva.

È competitiva con sé stessa, ma oggi la sfida non è vincere: è continuare a fare, a costruire, a esserci. Costruire qualcosa con le mani è diventato un modo per rimettere in moto la mente: la creatività non cura soltanto, libera.

E poi c’è stata la pet therapy. È lì che Chiara ha incontrato Limon, un labrador dal muso dolce e dallo sguardo attento.

Con lui ha imparato che si può comunicare anche senza parlare, che si può tornare a muoversi partendo da un respiro, da un contatto, da un affetto reciproco.

Da quell’incontro è nato un nuovo desiderio: studiare per diventare coadiutrice del cane negli interventi di pet therapy, per restituire agli altri la stessa possibilità di sentirsi compresi, accolti, vivi.

Chiara ha un’energia che contagia. Ha recuperato amicizie e ne ha create di nuove, dentro e fuori WonderLAD. Condivide, ascolta, ride. E quando parla del futuro, lo fa con la stessa luce negli occhi di chi ha imparato che vivere è sentire, fino in fondo.

Ama Jovanotti, perché nelle sue parole ritrova la forza di chi non smette di sentire, anche quando tutto sembra fermarsi.
Perché il vero pericolo, lei lo sa, è quello di non riuscire più a sentire niente.

Oggi Chiara non parla di malattia, ma di ricominciare. Di una scatola che, piano piano, si è riaperta per lasciar entrare la luce.