La cura non è mai soltanto un atto medico: è un intreccio di ascolto, empatia e collaborazione. Da questa consapevolezza è nato il corso FSC “Valore e significato della relazione: il bambino in cura e l’equipe curante”, organizzato dall’AOU Policlinico “G. Rodolico – San Marco” insieme a LAD.

Dal 15 al 23 settembre 2025, a Catania, medici, psicologi, infermieri e professionisti della salute hanno condiviso un percorso che ha intrecciato teoria ed esperienza sul campo, creando uno spazio di dialogo autentico e di crescita reciproca.

Durante le giornate di formazione frontale, nell’Aula Conferenze del Policlinico, si è parlato del potere creativo dell’arteterapia nella regolazione emotiva, della visione sistemica del bambino e del valore della rete multidisciplinare. È emersa con forza la centralità del medico e dell’infermiere nell’accompagnamento delle famiglie, insieme alla necessità di riconoscere le fragilità degli operatori, che per prendersi cura devono a loro volta sentirsi sostenuti.

I contributi dei relatori hanno offerto sguardi diversi ma complementari: Angelo Gambera, che oltre a intervenire ha garantito il coordinamento organizzativo del corso, insieme a Michela Messina ha aperto i lavori riflettendo sul benessere come cultura di cura; Roberto Boccalon ha guidato l’approfondimento sull’arteterapia in dialogo con Cinzia Favara Scacco e Giovanni Moruzzi. Con Andrea Di Cataldo e Luca Lo Nigro, responsabile scientifico in connubio con LAD rappresentata da Angela Militello, si è parlato della relazione in pediatria, mentre Cristina Gualtieri ha posto l’accento sul ruolo dell’infermiere. A concludere, Angela Militello ha accompagnato i partecipanti in momenti di debriefing e confronto.

La riflessione è proseguita con Giuseppina Digangi, che insieme a Moruzzi e Militello ha guidato il confronto sull’approccio integrato, la comunicazione tra figure sanitarie e la gestione dello stress relazionale. Attraverso sessioni di ascolto attivo ed esperienze pratiche, i professionisti hanno potuto toccare con mano quanto la relazione sia, per chi cura e per chi è curato, un terreno di scambio che genera consapevolezza e forza.

Il percorso si è completato con la formazione sul campo: due giornate a WonderLAD, dove creatività e arte hanno dato voce alle emozioni, e due nel reparto di Emato-Oncologia Pediatrica del Policlinico, grazie alla disponibilità della dott.ssa Giovanna Russo, primario del reparto, che ha riconosciuto in questa iniziativa un’occasione di crescita per gli operatori e un beneficio concreto per i piccoli pazienti.

A rendere ancora più evidente il valore del percorso sono state le parole degli stessi infermieri, che lo hanno descritto con termini come speranza, appartenenza, consapevolezza, gratitudine, serenità. Testimonianze che raccontano di un’esperienza che ha generato emozione, forza e un rinnovato senso di comunità.

Il corso ha lasciato ai partecipanti nuove competenze, ma soprattutto la consapevolezza che la cura non si riduce mai a un gesto tecnico: vive nelle parole, nei silenzi, negli sguardi e nella rete di relazioni che accompagna ogni bambino e la sua famiglia. È questa la direzione che ci ricorda come prendersi cura significhi anche costruire comunità e rendere la relazione parte essenziale del processo di guarigione.

Un ringraziamento speciale va a tutti i professionisti che hanno preso parte al percorso a titolo gratuito, offrendo tempo, energie e competenze con generosità: un segno ulteriore del valore condiviso e della forza di un impegno che va oltre la professione, per trasformarsi in dono autentico.