Giovedì 27 agosto, il caldo intenso ha accompagnato una platea gremita al Pata Pata di Sampieri per la presentazione di Essere Medico. Come l’empatia aiuta a guarire, il libro nel quale Matteo Bassetti racconta la professione partendo anche dalla propria esperienza personale.

WonderLAD ha partecipato all’incontro, inserito nel programma di Cogitare, il ciclo di approfondimento ideato e diretto dal giornalista Marco Sammito. A condurre la serata è stata la giornalista Viviana Sammito.

La presentazione del libro ha presto lasciato spazio a un confronto molto partecipato. Tra il pubblico erano presenti numerosi professionisti dell’ambito sanitario. Hanno preso la parola medici in servizio e colleghi ormai in pensione; accanto a loro, anche giovani appena laureati. Gli interventi hanno portato nella conversazione esperienze personali, domande e osservazioni a volte provocatorie sulle condizioni attuali della sanità italiana.

Il recente caso di difterite a Palermo ha aperto il confronto sul ruolo della prevenzione e sull’importanza delle vaccinazioni. Da qui la discussione si è allargata alle differenze tra i sistemi sanitari regionali, alle difficoltà organizzative e alla frammentazione che continua a incidere sul lavoro dei professionisti e sull’esperienza delle persone che hanno bisogno di cure.

Le domande rivolte a Bassetti hanno riguardato anche la comunicazione con il paziente e il modo in cui la professione è cambiata negli ultimi anni. Diversi medici presenti hanno condiviso episodi vissuti in corsia, offrendo punti di vista legati a generazioni ed esperienze professionali differenti.

Nel corso della serata è emersa così una domanda che attraversa tutto il libro: che cosa occorre, oltre alla preparazione scientifica, per essere medico?

La malattia del padre e un nuovo sguardo sulla professione

Bassetti ha raccontato quanto la malattia del padre abbia inciso sul suo modo di vivere la medicina. In quel periodo si è trovato nella posizione del familiare che attende informazioni, cerca risposte e osserva con particolare attenzione il comportamento dei professionisti. Quell’esperienza gli ha permesso di comprendere il peso che possono avere una parola pronunciata con cura, il tempo dedicato all’ascolto e la disponibilità a riconoscere la paura di chi affronta una diagnosi.

Nel suo intervento, Bassetti ha sostenuto che l’empatia può essere appresa ed esercitata. Per questo dovrebbe trovare spazio anche nella formazione dei medici, insieme agli strumenti necessari per comunicare con il paziente e con i suoi familiari. La relazione di fiducia incide sul modo in cui una persona comprende la malattia e affronta le terapie.

È stato il passaggio della serata che abbiamo sentito più vicino al lavoro di WonderLAD.

WonderLAD ospite alla presentazione di Matteo Bassetti
Perché questa conversazione ci riguarda

A WonderLAD partiamo dal bambino, da ciò che prova durante le terapie e da come la malattia modifica la sua quotidianità. Ascoltare ciò che riesce a esprimere, osservare le sue reazioni e rispettarne i tempi permette ai professionisti di modulare l’intervento riabilitativo sui suoi bisogni.

Il metodo Cure&Care affianca alle terapie cliniche un lavoro di riabilitazione globale che coinvolge anche la dimensione emotiva e relazionale. Gli psico-oncologi di WonderLAD sono presenti già durante le terapie in ospedale e accompagnano il bambino nel lavoro che prosegue nella casa-abbraccio, mantenendo una continuità con quanto vissuto in reparto.

La conversazione di Sampieri ci ha ricordato quanto la formazione del medico passi anche dal modo in cui guarda, ascolta e parla alla persona che ha davanti.

Ringraziamo Viviana Sammito per aver condotto l’incontro e accompagnato il confronto con il pubblico.

Un ringraziamento particolare va a Marco Sammito, ideatore e direttore artistico di Cogitare, e a RICCA IT, sponsor della serata. Insieme hanno scelto di destinare a WonderLAD la metà dell’importo della sponsorizzazione, contribuendo alle attività di riabilitazione globale offerte gratuitamente ai bambini in cura per malattie emato-oncologiche e alle loro famiglie.